Venerdì 7 novembre 2008: L’onda anomala non si ferma!

 Questa mattina circa 300 studenti medi e universitari hanno
attraversato in corteo la città di Reggio Emilia per protestare contro
la riforma Gelmini, la legge 133 e il decreto legge 137. Queste leggi
tagliano i fondi a scuole e università, regalano ai privati la
possibilità di entrare nei percorsi di formazione degli studenti:
minano alla base il futuro delle giovani generazioni.
“L’onda
anomala non si ferma!” era lo striscione di apertura della
manifestazione e “noi la vostra crisi non la paghiamo” lo slogan più
scandito.
Il corteo (autonomo da partiti e sindacati) ha voluto
rompere il muro di silenzio che blocca la protesta studentesca a Reggio
Emilia, portando le esperienze, le voci, i colori e la determinazione
di centinaia di studenti.
Quando il corteo è arrivato nei pressi
di piazza Del Monte, gli studenti universitari hanno simbolicamente
bloccato le entrate di Unicredit Banca, una degli istituti finanziari
simbolo della privatizzazione dell’Università di Reggio Emilia che,
attraverso la fondazione Manodori (azionista di maggioranza del gruppo
bancario), elargisce fondi alle facoltà reggiane. Se da una parte il
ministri Gelmini e Tremonti tagliano fondi all’Università Pubblica per
finanziare le banche in tracollo economico, le stesse banche,
attraverso la loro presenza nelle facoltà, minano alla base la libertà
di didattica e ricerca.
Ed è stato proprio questo il leit motiv dell’azione: “voi bloccate il nostro futuro, noi blocchiamo voi!”.
Al termine della manifestazione, gli studenti si sono riuniti in
assemblea davanti alla ex caserma Zucchi, sede delle facoltà di Scienze
della Comunicazione e Scienze della Formazione, ribadendo la
partecipazione al grande corteo nazionale del prossimo 14 novembre a
Roma e lanciando un nuovo appuntamento di mobilitazione a Reggio: un
presidio rumoroso davanti alla sede della fondazione Manodori, simbolo
del processo di privatizzazione dell’università reggiana, per mercoledì
12 novembre alle ore 15.00.

 

      

http://www.globalproject.info/art-17735.html 

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