Questa mattina circa 500 tra studenti dellescuole di Reggio Emilia si sono mobilitati contro il decreto Gelmini,
attraversando in corteo la città.
Partendo
dal polo scolastico di via Makallè e dal Liceo scientifico A. Moro, due
spezzoni studenteschi si sono ricongiunti davanti l’università degli
Studi di Modena e Reggio.
Di seguito il corteo è giunto alla sede
del Provveditorato agli Studi. Qui si è svolto un incontro tra alcuni
studenti e il provveditore. Questi ha dichiarato che comunicherà ai
suoi diretti superiori le ragioni della protesta portata avanti dai
manifestanti. Ha comunque ribadito il suo ruolo istituzionale e non
politico, rifiutandosi di rilasciare dichiarazioni in merito alla
riforma.
Nonostante il divieto posto da impiegati e polizia, gli
studenti hanno esposto davanti il provveditorato uno striscione
comunicativo rispetto i contenuti portati in piazza.
La
manifestazione ha proseguito sulla via Emilia fino a Piazza Del Monte,
dove si è svolta una partecipata assemblea a microfono aperto.
Hanno preso parola insegnanti della scuola primaria, che stavano già
svolgendo un presidio nella stessa piazza, genitori, studenti medi e
universitari, costruendo un momento di condivisione trasversale delle
istanze mosse verso riforme vecchie e nuove.
L’esperienza di questa mattina evidenzia lo sviluppo
d’una soggettività politica autonoma che trascende e si distacca dagli
schemi di partito e sindacato, che da un mese a questa parte
caratterizza le mobilitazioni studentesche, e non solo, di Reggio
Emilia.
Durante l’assemblea è emersa la volontà, da parte di
queste componenti, di continuare un percorso di costruzione e protesta
collettivo e trasversale, capace di creare spazi di autodeterminazione,
che possano riempire i vuoti lasciati dalle manovre politiche ed
economiche che intaccano e aggrediscono lo sviluppo e la diffusione di
formazione e cultura.
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