…Un urlo Anti-razzista

Si
tratta d’un urlo non ascoltato, nella caoticità della campagna
elettorale, per l’indifferenza di chi non se la sente di essere
anti-razzista né di dirsi razzista. Si
tratta d’un impeto naturale, spontaneo, come lo è camminare,
respirare, nutrirsi, lavarsi quando si è sporchi. Si
tratta d’un modo di porsi, di essere persone umane, di provare
emozioni, sintetizzare e analizzare pensieri, razionali o meno. Si
tratta di parole e azioni, nella rivendicazione di essere Uomo.

Come
è stato il 15 Marzo del 2008, quando un gruppo di studenti,
davanti all’abbietta manifestazione di ideologie razziste e xenofobe,
promossa dalla campagna elettorale di Lega Nord, davanti le scuole
del polo scolastico di Via Makallè, si è radunato per
lanciare il proprio urlo di disprezzo a chi viola, nella propria
comunicazione, l’intelletto e la natura umana; chi mette a rischio
l’equilibrio e il rispetto dei rapporti interpersonali, parlino una
lingua piuttosto che un’altra; chi fomenta il terrore, con il solo
scopo di trarre profitto da politiche basate sulla paura e la
diffidenza sociale. Questo
gruppo di studenti, per avere, differentemente da altri, detto no al
Razzismo e alla Paura, al condizionamento mediatico di un partito
elettorale nell’ambiente scolastico, lì dove la persona ha il
diritto di crescere svincolato dai giochi politici che giostrano
attorno alle poltrone di chi comanda; per avere alzato la voce, com’è
giusto che sia, davanti l’attacco subdolo e diretto che Lega Nord,
rappresentata da alcuni Giovani Padani e da alcuni dirigenti del
partito, ha mosso nei confronti della democrazia, quella vera, e
della convivenza sociale, è stato fronteggiato dall’intervento
della polizia, sopraggiunta a far valere il diritto e il permesso su
carta, che i Razzisti rivendicavano. Questo
permesso non esiste. Lo sappiamo noi che non crediamo nel razzismo.
Lo dice la costituzione e qualunque statuto esistente al mondo da
sessant’anni a questa parte. Aggrapparsi alla democrazia,
strumentalizzarla, per avvalere un’ideologia xenofoba e criminosa nei
confronti dell’umanità è una violenza verso noi stessi
e un’insulto all’intelligenza e la morale umana. L’espressione
e la lotta anti-razzista è uno sconvolgimento interno,
spontaneo e naturale, che ogni persona ha il diritto di sfogare ed
esercitare. La
contestazione di quel gruppo di studenti è un invito ad alzare
la nostra voce, a contrastare non solo le politiche razziste e
discriminanti propinate da una componente elettorale, ma anche a
delegittimare la pressione mediatica mossa dalla classe politica
sulle nostre libere menti, la presenza di organi e rappresentanze
politiche elettorali vicino le nostre scuole, dove ogni giorno va
rivendicato il proprio bisogno di autonomia e autogestione. Sta
a noi cogliere quest’invito e non permettere che le catene del
controllo si stringano come spire d’un serpente attorno ai nostri
polsi e le nostre caviglie.

Sta
a noi bloccare la xenofobia, difenderci dalla paura di essere
aggrediti e diventare aguzzini e aggressori.

Sta
a noi crescere e lottare anti-razzisti.

Sta
a noi creare autogestione.

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