La scuola pubblica. Ciò
che ne resta è un ricordo lontano, ormai perso nella
confusione mediatica e nell’indifferenza generale che permea la
società attuale.
Un ricordo che la ministra
Gelmini sta cercando di farci dimenticare, per poter completare
definitivamente l’opera di distruzione della scuola pubblica, con
questo decreto legge che come tanti altri, annienta l’essenza reale
di ciò che dovrebbe essere chiamato “scuola”.
Ma gli studenti e le
studentesse di tutta Italia stanno dimostrando alla ministra di non
voler dimenticare questo ricordo e lo stanno gridando con tutta la
loro forza e la loro rabbia vedendo la loro scuola trasformata in un
enorme azienda, in mano a privati che ne controllano ogni singolo
elemento, creando elementi piatti ed uniformi, macchine utili
solamente a produrre un guadagno.
Come in “The Wall” gli
studenti si ribellano, contro le dinamiche di controllo del pensiero
e dell’individuo, contro la precarizzazione dello studente e la
privatizzazione delle scuole, contro i pesantissimi tagli apportati
alla scuola pubblica, contro la mercificazione del sapere e della
persona, noi ci ribelliamo, diciamo di no ad una scuola così,
ostinandoci a non dimenticare la volontà dai avere una scuola
realmente pubblica e libera, costruita dal basso, da noi.
Noi non vogliamo tutto
cio, e lo ribadiremo il 17 ottobre, scendendo in piazza e
manifestando il nostro disagio, prima di tutto come studenti, perchè
le scuole appartengono a noi che ce le viviamo tutti i giorni, e
dovremmo avere il diritto di vivercele a modo nostro secondo le
nostre esigenze e le nostre regole, con una naturale spontaneità
e libertà.