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...Un urlo Anti-razzista

sfumature | 25 Marzo, 2008 12:36

Si tratta d'un urlo non ascoltato, nella caoticità della campagna elettorale, per l'indifferenza di chi non se la sente di essere anti-razzista né di dirsi razzista. Si tratta d'un impeto naturale, spontaneo, come lo è camminare, respirare, nutrirsi, lavarsi quando si è sporchi. Si tratta d'un modo di porsi, di essere persone umane, di provare emozioni, sintetizzare e analizzare pensieri, razionali o meno. Si tratta di parole e azioni, nella rivendicazione di essere Uomo.

Come è stato il 15 Marzo del 2008, quando un gruppo di studenti, davanti all'abbietta manifestazione di ideologie razziste e xenofobe, promossa dalla campagna elettorale di Lega Nord, davanti le scuole del polo scolastico di Via Makallè, si è radunato per lanciare il proprio urlo di disprezzo a chi viola, nella propria comunicazione, l'intelletto e la natura umana; chi mette a rischio l'equilibrio e il rispetto dei rapporti interpersonali, parlino una lingua piuttosto che un'altra; chi fomenta il terrore, con il solo scopo di trarre profitto da politiche basate sulla paura e la diffidenza sociale. Questo gruppo di studenti, per avere, differentemente da altri, detto no al Razzismo e alla Paura, al condizionamento mediatico di un partito elettorale nell'ambiente scolastico, lì dove la persona ha il diritto di crescere svincolato dai giochi politici che giostrano attorno alle poltrone di chi comanda; per avere alzato la voce, com'è giusto che sia, davanti l'attacco subdolo e diretto che Lega Nord, rappresentata da alcuni Giovani Padani e da alcuni dirigenti del partito, ha mosso nei confronti della democrazia, quella vera, e della convivenza sociale, è stato fronteggiato dall'intervento della polizia, sopraggiunta a far valere il diritto e il permesso su carta, che i Razzisti rivendicavano. Questo permesso non esiste. Lo sappiamo noi che non crediamo nel razzismo. Lo dice la costituzione e qualunque statuto esistente al mondo da sessant'anni a questa parte. Aggrapparsi alla democrazia, strumentalizzarla, per avvalere un'ideologia xenofoba e criminosa nei confronti dell'umanità è una violenza verso noi stessi e un'insulto all'intelligenza e la morale umana. L'espressione e la lotta anti-razzista è uno sconvolgimento interno, spontaneo e naturale, che ogni persona ha il diritto di sfogare ed esercitare. La contestazione di quel gruppo di studenti è un invito ad alzare la nostra voce, a contrastare non solo le politiche razziste e discriminanti propinate da una componente elettorale, ma anche a delegittimare la pressione mediatica mossa dalla classe politica sulle nostre libere menti, la presenza di organi e rappresentanze politiche elettorali vicino le nostre scuole, dove ogni giorno va rivendicato il proprio bisogno di autonomia e autogestione. Sta a noi cogliere quest'invito e non permettere che le catene del controllo si stringano come spire d'un serpente attorno ai nostri polsi e le nostre caviglie.

Sta a noi bloccare la xenofobia, difenderci dalla paura di essere aggrediti e diventare aguzzini e aggressori.

Sta a noi crescere e lottare anti-razzisti.

Sta a noi creare autogestione.

 
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